{"id":222,"date":"2000-08-20T19:26:40","date_gmt":"2000-08-20T18:26:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/?page_id=222"},"modified":"2014-03-14T19:52:37","modified_gmt":"2014-03-14T18:52:37","slug":"direttiva-europea-31-2000-commercio-elettronico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/direttiva-europea-31-2000-commercio-elettronico","title":{"rendered":"Direttiva 2000\/31\/CE sul commercio elettronico"},"content":{"rendered":"<h1 align=\"center\"><strong>Direttiva europea sul commercio elettronico<\/strong><\/h1>\n<h2 align=\"center\"><strong>Direttiva 08\/06\/2000 n. 31 &#8211; 00\/31\/CE, G.U.E. 17\/07\/2000 n. 178<\/strong><\/h2>\n<p><strong>Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (&#8220;Direttiva sul commercio elettronico&#8221;)<\/strong> (1).<br \/>\n(1) La presente direttiva \u00e8 stata recepita nell&#8217;ordinamento italiano con D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Preambolo<\/strong><\/p>\n<p>IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL&#8217;UNIONE EUROPEA,<\/p>\n<p>visto il trattato che istituisce la Comunit\u00e0 europea, in particolare l&#8217;articolo 47, paragrafo 2, l&#8217;articolo 55 e l&#8217;articolo 95;<\/p>\n<p>vista la proposta della Commissione;<\/p>\n<p>visto il parere del Comitato economico e sociale;<\/p>\n<p>deliberando in conformit\u00e0 della procedura di cui all&#8217;articolo 251 del trattato;<\/p>\n<p>considerando quanto segue:<\/p>\n<p>1) L&#8217;Unione europea intende stabilire legami sempre pi\u00f9 stretti tra gli Stati ed i popoli europei, garantire il progresso economico e sociale. Secondo l&#8217;articolo 1 4, paragrafo 2, del trattato, il mercato interno implica uno spazio senza frontiere interne, in cui sono garantiti la libera circolazione delle merci e dei servizi, nonch\u00e9 il diritto di stabilimento. Lo sviluppo dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione nello spazio senza frontiere interne \u00e8 uno strumento essenziale per eliminare le barriere che dividono i popoli europei.<\/p>\n<p>2) Lo sviluppo del commercio elettronico nella societ\u00e0 dell&#8217;informazione offre grandi opportunit\u00e0 per l&#8217;occupazione nella Comunit\u00e0, in particolare nelle piccole e medie imprese. Esso faciliter\u00e0 la crescita delle imprese europee, nonch\u00e9 gli investimenti nell&#8217;innovazione ed \u00e8 tale da rafforzare la competitivit\u00e0 dell&#8217;industria europea a condizione che Internet sia accessibile a tutti.<\/p>\n<p>3) Il diritto comunitario e le caratteristiche dell&#8217;ordinamento giuridico comunitario costituiscono una risorsa essenziale affinch\u00e9 i cittadini e gli operatori europei possano usufruire appieno e al di l\u00e0 delle frontiere delle opportunit\u00e0 offerte dal commercio elettronico. La presente direttiva si prefigge pertanto di garantire un elevato livello di integrazione giuridica comunitaria al fine di instaurare un vero e proprio spazio senza frontiere interne per i servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p>4) \u00c8 importante assicurare che il commercio elettronico possa beneficiare pienamente del mercato interno e pertanto che venga raggiunto un alto livello di integrazione comunitaria, come con la direttiva 89\/552\/CEE del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l&#8217;esercizio delle attivit\u00e0 televisive.<\/p>\n<p>5) Lo sviluppo dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione nella Comunit\u00e0 \u00e8 limitato da numerosi ostacoli giuridici al buon funzionamento del mercato interno, tali da rendere meno attraente l&#8217;esercizio della libert\u00e0 di stabilimento e la libera circolazione dei servizi. Gli ostacoli derivano da divergenze tra le normative nazionali, nonch\u00e9 dall&#8217;incertezza sul diritto nazionale applicabile a tali servizi. In assenza di un coordinamento e adeguamento delle legislazioni nei settori interessati, gli ostacoli possono essere giustificati secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunit\u00e0 europee. Non vi \u00e8 certezza del diritto sull&#8217;ampiezza del controllo che gli Stati membri possono esercitare sui servizi provenienti da un altro Stato membro.<\/p>\n<p>6) \u00c8 opportuno, tenendo conto degli obiettivi comunitari, degli articoli 43 e 49 del trattato e del diritto comunitario derivato, sopprimere tali ostacoli coordinando determinati diritti nazionali e chiarendo a livello comunitario una serie di concetti giuridici, nella misura necessaria al buon funzionamento del mercato interno. La presente direttiva, riguardante solo alcune questioni specifiche che creano problemi per il mercato interno, \u00e8 del tutto coerente con il rispetto del principio di sussidiariet\u00e0 di cui all&#8217;articolo 5 del trattato.<\/p>\n<p>7) Per garantire la certezza del diritto e la fiducia dei consumatori, la presente direttiva deve stabilire un quadro generale chiaro per taluni aspetti giuridici del commercio elettronico nel mercato interno.<\/p>\n<p>8 ) La presente direttiva si prefigge di creare un quadro giuridico inteso ad assicurare la libera circolazione dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione tra gli Stati membri, e non di armonizzare il settore del diritto penale in quanto tale.<\/p>\n<p>9) La libera circolazione dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione pu\u00f2 in numerosi casi riflettere specificamente nel diritto comunitario un principio pi\u00f9 generale, e cio\u00e8 la libert\u00e0 di espressione prevista all&#8217;articolo 10, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell&#8217;uomo e delle libert\u00e0 fondamentali che \u00e8 stata ratificata da tutti gli Stati membri. Per questo motivo, le direttive che si riferiscono alla prestazione di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione devono assicurare che questa attivit\u00e0 possa essere svolta liberamente alle luce di tale articolo, sottoposta soltanto alle restrizioni di cui al paragrafo 2 di tale articolo e all&#8217;articolo 46, paragrafo 1, del trattato. La presente direttiva non \u00e8 volta ad incidere sui principi e sulle norme fondamentali nazionali in materia di libert\u00e0 di espressione.<\/p>\n<p>10) In conformit\u00e0 con il principio di proporzionalit\u00e0, le misure previste dalla presente direttiva si limitano al minimo necessario per raggiungere l&#8217;obiettivo del buon funzionamento del mercato interno. La presente direttiva, nei casi in cui si deve intervenire a livello comunitario per far s\u00ec che lo spazio interno sia veramente libero da frontiere per il commercio elettronico, deve garantire un alto livello di tutela degli obiettivi di interesse generale, come la protezione dei minori e della dignit\u00e0 umana, la tutela del consumatore e della sanit\u00e0 pubblica. Secondo l&#8217;articolo 152 del trattato la tutela della salute \u00e8 una componente essenziale delle altre politiche della Comunit\u00e0.<\/p>\n<p>11) Le presente direttiva lascia impregiudicato il livello di tutela, in particolare, della sanit\u00e0 pubblica e dei consumatori garantito dagli strumenti comunitari. Tra le altre la direttiva 93\/13\/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, e la direttiva 97\/7\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori a distanza, costituiscono un acquisizione essenziale per la tutela del consumatore in materia contrattuale e devono continuare ad applicarsi integralmente ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. Fanno parte dell&#8217;acquis comunitario anche la direttiva 84\/450\/CEE del Consiglio, del 10 settembre 1984, concernente la pubblicit\u00e0 ingannevole e comparativa, la direttiva 87\/102\/CEE del Consiglio, del 22 dicembre 1986, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, la direttiva 93\/22\/CEE del Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari( la direttiva 90\/314\/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1990, concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti &#8220;tutto compreso&#8221;, la direttiva 98\/6\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa alla protezione dei consumatori in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori, la direttiva 92\/59\/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1992, relativa alla sicurezza generale dei prodotti, la direttiva 94\/47\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 1994, concernente la tutela dell&#8217;acquirente per taluni aspetti dei contratti relativi all&#8217;acquisizione di un diritto di godimento a tempo parziale di beni immobili, la direttiva 98\/27\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 1998, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori, la direttiva 85\/374\/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1985, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri in materia di responsabilit\u00e0 per danno da prodotti difettosi, la direttiva 1999\/44\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo, la futura direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori e la direttiva 92\/28\/CE del Consiglio, del 31 marzo 1992, concernente la pubblicit\u00e0 dei medicinali per uso umano. La presente direttiva dovrebbe far salvo il disposto della direttiva 98\/43\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 1998, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di pubblicit\u00e0 e di sponsorizzazione a favore dei prodotti del tabacco, adottata nell&#8217;ambito del mercato interno, e delle direttive sulla protezione della sanit\u00e0 pubblica. La presente direttiva integra gli obblighi di informazione stabiliti dalle suddette direttive e, in particolare, dalla direttiva 97\/7\/CE.<\/p>\n<p>12) \u00c8 necessario escludere dal campo d&#8217;applicazione della presente direttiva talune attivit\u00e0, dal momento che in questa fase la libera circolazione dei servizi in tali ambiti non pu\u00f2 essere garantita dal trattato o dal diritto comunitario derivato in vigore. Questa esclusione deve far salvi gli eventuali strumenti che possono rivelarsi necessari per il buon funzionamento del mercato interno. La materia fiscale, soprattutto l&#8217;IVA che colpisce numerosi servizi contemplati dalla presente direttiva, deve essere esclusa dal campo di applicazione della presente direttiva.<\/p>\n<p>13) La presente direttiva non \u00e8 volta a definire norme in materia di obblighi fiscali. N\u00e9 osta all&#8217;elaborazione di strumenti comunitari riguardanti gli aspetti fiscali del commercio elettronico.<\/p>\n<p>14) La protezione dei singoli relativamente al trattamento dei dati personali \u00e8 disciplinata unicamente dalla direttiva 95\/46\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonch\u00e9 alla libera circolazione di tali dati, e dalla direttiva 97\/66\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni, che sono integralmente applicabili ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. Dette direttive gi\u00e0 istituiscono un quadro giuridico comunitario nel campo della protezione dei dati personali e pertanto non \u00e8 necessario includere tale aspetto nella presente direttiva per assicurare il buon funzionamento del mercato interno, in particolare la libera circolazione dei dati personali tra gli Stati membri. L&#8217;applicazione della presente direttiva deve essere pienamente conforme ai principi relativi alla protezione dei dati personali, in particolare per quanto riguarda le comunicazioni commerciali non richieste e il regime di responsabilit\u00e0 per gli intermediari. La presente direttiva non pu\u00f2 impedire l&#8217;utilizzazione anonima di reti aperte quali Internet.<\/p>\n<p>15) La riservatezza delle comunicazioni \u00e8 assicurata dall&#8217;articolo 5 della direttiva 97\/66\/CE. In base a tale direttiva, gli Stati membri devono vietare qualsiasi forma di intercettazione o di sorveglianza non legalmente autorizzata di tali comunicazioni da parte di chi non sia il mittente o il destinatario.<\/p>\n<p>16) L&#8217;esclusione dei giochi d&#8217;azzardo dal campo d&#8217;applicazione della presente direttiva riguarda soltanto i giochi di fortuna, le lotterie e le scommesse che comportano una posta pecuniaria. Essa non riguarda le gare promozionali o i giochi che hanno l&#8217;obiettivo di incoraggiare la vendita di beni o servizi e in cui gli eventuali pagamenti servono unicamente ad acquisire i beni o servizi promossi.<\/p>\n<p>17) La definizione di &#8220;servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione&#8221; gi\u00e0 esiste nel diritto comunitario, nella direttiva 98\/34\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d&#8217;informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, e nella direttiva 98\/84\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 1998, sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato. Tale definizione ricopre qualsiasi servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via elettronica, mediante apparecchiature elettroniche di elaborazione (compresa la compressione digitale) e di memorizzazione di dati, e a richiesta individuale di un destinatario di servizi. I servizi di cui all&#8217;elenco indicativo figurante nell&#8217;allegato V della direttiva 98\/34\/CE, non essendo forniti attraverso sistemi elettronici di trattamento e memorizzazione di dati, non sono compresi in tale definizione.<\/p>\n<p>18) I servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione abbracciano una vasta gamma di attivit\u00e0 economiche svolte in linea (on line). Tali attivit\u00e0 possono consistere, in particolare, nella vendita in linea di merci. Non sono contemplate attivit\u00e0 come la consegna delle merci in quanto tale o la prestazione di servizi non in linea. Non sempre si tratta di servizi che portano a stipulare contratti in linea ma anche di servizi non remunerati dal loro destinatario, nella misura in cui costituiscono un&#8217;attivit\u00e0 economica, come l&#8217;offerta di informazioni o comunicazioni commerciali in linea o la fornitura di strumenti per la ricerca, l&#8217;accesso e il reperimento di dati. I servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione comprendono anche la trasmissione di informazioni mediante una rete di comunicazione, la fornitura di accesso a una rete di comunicazione o lo stoccaggio di informazioni fornite da un destinatario di servizi. La radiodiffusione televisiva, ai sensi della direttiva 89\/552\/CEE, e la radiodiffusione sonora non sono servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione perch\u00e9 non sono prestati a richiesta individuale. I servizi trasmessi &#8220;da punto a punto&#8221;, quali i servizi video a richiesta o l&#8217;invio di comunicazioni commerciali per posta elettronica, sono invece servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. L&#8217;impiego della posta elettronica o di altre comunicazioni individuali equivalenti, ad esempio, da parte di persone fisiche che operano al di fuori della loro attivit\u00e0 commerciale, imprenditoriale o professionale, quand&#8217;anche usate per concludere contratti fra tali persone, non costituisce un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. Le relazioni contrattuali fra lavoratore e datore di lavoro non costituiscono un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. Le attivit\u00e0 che, per loro stessa natura, non possono essere esercitate a distanza o con mezzi elettronici, quali la revisione dei conti delle societ\u00e0 o le consulenze mediche che necessitano di un esame fisico del paziente, non sono servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione (1).<\/p>\n<p>19) Il luogo di stabilimento del prestatore va determinato in base alla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunit\u00e0 europee, secondo la quale la nozione di stabilimento implica l&#8217;esercizio effettivo di un&#8217;attivit\u00e0 economica per una durata di tempo indeterminata mediante l&#8217;insediamento in pianta stabile. Tale condizione \u00e8 soddisfatta anche nel caso in cui una societ\u00e0 sia costituita a tempo determinato. Il luogo di stabilimento, per le societ\u00e0 che forniscono servizi tramite siti Internet, non \u00e8 l\u00e0 dove si trova la tecnologia di supporto del sito n\u00e9 l\u00e0 dove esso \u00e8 accessibile, bens\u00ec il luogo in cui tali societ\u00e0 esercitano la loro attivit\u00e0 economica. Se uno stesso prestatore ha pi\u00f9 luoghi di stabilimento, \u00e8 importante determinare da quale luogo di stabilimento \u00e8 prestato il servizio in questione. Nel caso in cui sia difficile determinare da quale dei vari luoghi di stabilimento un determinato servizio \u00e8 prestato, tale luogo \u00e8 quello in cui il prestatore ha il centro delle sue attivit\u00e0 per quanto concerne tale servizio specifico.<\/p>\n<p>20) La definizione di &#8220;destinatario di servizi&#8221; copre ogni tipo di impiego dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, sia da parte di persone che forniscono informazioni su reti aperte quali Internet, sia da parte di persone che cercano informazioni su Internet per motivi privati o professionali.<\/p>\n<p>21) Il campo d&#8217;applicazione dell&#8217;ambito regolamentato lascia impregiudicata un&#8217;eventuale armonizzazione futura all&#8217;interno della Comunit\u00e0 dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione e la futura legislazione adottata a livello nazionale in conformit\u00e0 della normativa comunitaria. L&#8217;ambito regolamentato comprende unicamente requisiti riguardanti le attivit\u00e0 in linea, quali l&#8217;informazione in linea, la pubblicit\u00e0 in linea, la vendita in linea, i contratti in linea, e non comprende i requisiti legali degli Stati membri relativi alle merci, quali le norme in materia di sicurezza, gli obblighi di etichettatura e la responsabilit\u00e0 per le merci, o i requisiti degli Stati membri relativi alla consegna o al trasporto delle merci, compresa la distribuzione di prodotti medicinali. L&#8217;ambito regolamentato non comprende l&#8217;esercizio dei diritti di prelazione su taluni beni, quali le opere d&#8217;arte, da parte delle autorit\u00e0 pubbliche.<\/p>\n<p>22) Il controllo dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione deve essere effettuato all&#8217;origine dell&#8217;attivit\u00e0, al fine di assicurare una protezione efficace degli obiettivi di interesse pubblico, ed \u00e8 pertanto necessario garantire che l&#8217;autorit\u00e0 competente assicuri questa tutela non soltanto per i cittadini del suo paese ma anche per tutti i cittadini della Comunit\u00e0. Per migliorare la fiducia reciproca tra gli Stati membri, \u00e8 indispensabile specificare chiaramente questa responsabilit\u00e0 dello Stato membro in cui i servizi hanno origine. Inoltre, per garantire efficacemente la libera circolazione dei servizi e la certezza del diritto per i prestatori e i loro destinatari, questi servizi devono in linea di principio essere sottoposti alla normativa dello Stato membro nel quale il prestatore \u00e8 stabilito (1).<\/p>\n<p>23) La presente direttiva non \u00e8 volta a introdurre norme supplementari di diritto internazionale privato sui conflitti di leggi, n\u00e9 tratta della competenza degli organi giurisdizionali. Le disposizioni della legge applicabile in base alle norme del diritto internazionale privato non limitano la libert\u00e0 di fornire servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione come stabilito dalla presente direttiva.<\/p>\n<p>24) Nel contesto della presente direttiva, nonostante il principio del controllo alla fonte dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, \u00e8 legittimo, alle condizioni stabilite dalla presente direttiva, che gli Stati membri adottino misure per limitare la libera circolazione dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p>25) Le giurisdizioni nazionali, anche civili, chiamate a dirimere controversie di diritto privato possono adottare provvedimenti per derogare alla libert\u00e0 di fornire servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione conformemente alle condizioni stabilite nella presente direttiva.<\/p>\n<p>26) Gli Stati membri, conformemente alle condizioni stabilite nella presente direttiva, possono applicare le rispettive norme nazionali di diritto penale e di procedura penale al fine di adottare tutti i provvedimenti di carattere investigativo, nonch\u00e9 di altro tipo, necessari per l&#8217;individuazione e il perseguimento di reati penali, senza che vi sia la necessit\u00e0 di notificare alla Commissione siffatti provvedimenti.<\/p>\n<p>27) La presente direttiva, unitamente alla futura direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori, contribuisce alla creazione di un quadro giuridico per la fornitura di servizi finanziari in linea. La presente direttiva non pregiudica future iniziative nel settore dei servizi finanziari, in particolare per quanto riguarda l&#8217;armonizzazione delle regole di condotta in tale settore. La possibilit\u00e0, che la presente direttiva conferisce agli Stati membri, di limitare in determinate circostanze la libert\u00e0 di fornire servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione al fine di tutelare i consumatori comprende anche misure nel settore dei servizi finanziari, in particolare intese a tutelare gli investitori.<\/p>\n<p>28) L&#8217;obbligo degli Stati membri di non subordinare l&#8217;accesso all&#8217;attivit\u00e0 di prestatore di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione ad un&#8217;autorizzazione preventiva non riguarda i servizi postali contemplati nella direttiva 97\/67\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 dicembre 1997, concernente le regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualit\u00e0 del servizio, consistenti nella consegna fisica di un messaggio di posta elettronica stampato, e lascia impregiudicati i sistemi volontari di accreditamento, in particolare per i prestatori di servizi di certificazione della firma elettronica.<\/p>\n<p>29) Le comunicazioni commerciali sono essenziali per il finanziamento dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione e per lo sviluppo di un&#8217;ampia gamma di nuovi servizi gratuiti. Nell&#8217;interesse dei consumatori e della correttezza delle operazioni, le comunicazioni commerciali, come gli sconti, le offerte e i giochi promozionali, devono ottemperare a numerosi obblighi di trasparenza. L&#8217;applicazione di tali obblighi deve far salvo il disposto della direttiva 97\/7\/CE. La presente direttiva deve parimenti far salvo il disposto delle direttive vigenti relative alle comunicazioni commerciali, in particolare la direttiva 98\/43\/CE.<\/p>\n<p>30) L&#8217;invio per posta elettronica di comunicazioni commerciali non sollecitate pu\u00f2 risultare inopportuno per i consumatori e per i fornitori di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione e perturbare il buon funzionamento delle reti interattive. La questione del consenso dei destinatari di talune forme di comunicazione commerciale non sollecitata non \u00e8 disciplinata dalla presente direttiva bens\u00ec, in particolare, dalla direttiva 97\/7\/CE e dalla direttiva 97\/66\/CE. Negli Stati membri che autorizzano l&#8217;invio per posta elettronica di comunicazioni commerciali non sollecitate dovrebbero essere incoraggiate e agevolate appropriate iniziative di filtraggio da parte delle imprese del settore. Inoltre, le comunicazioni commerciali non sollecitate devono in ogni caso essere chiaramente identificabili in quanto tali al fine di promuovere la trasparenza ed agevolare il funzionamento di tali iniziative. L&#8217;invio per posta elettronica di comunicazioni commerciali non sollecitate non dovrebbe dar luogo a costi supplementari di comunicazione per il destinatario.<\/p>\n<p>31) Gli Stati membri che consentono l&#8217;invio per via elettronica, da parte di prestatori stabiliti nel loro territorio, di comunicazioni commerciali non sollecitate senza previo consenso del destinatario devono garantire che i prestatori consultino periodicamente e rispettino i registri negativi in cui possono iscriversi le persone fisiche che non desiderano ricevere tali comunicazioni commerciali.<\/p>\n<p>32) Per sopprimere gli ostacoli allo sviluppo dei servizi transnazionali nella Comunit\u00e0 che possono essere offerti dalle professioni regolamentate su Internet, \u00e8 necessario garantire il rispetto a livello comunitario delle regole professionali, in particolare quelle a tutela dei consumatori o della sanit\u00e0 pubblica. I codici di condotta a livello comunitario sono lo strumento privilegiato per enunciare le regole deontologiche sulla comunicazione commerciale. Occorre incoraggiare la loro elaborazione, o il loro eventuale aggiornamento, fatta salva l&#8217;autonomia delle organizzazioni e associazioni professionali.<\/p>\n<p>33) La presente direttiva integra il diritto comunitario e il diritto nazionale per quanto riguarda le professioni regolamentate mantenendo una serie coerente di norme applicabili in questo campo.<\/p>\n<p>34) Gli Stati membri dovrebbero adeguare le parti della propria legislazione relative soprattutto ai requisiti di forma che potrebbero ostacolare il ricorso ai contratti per via elettronica. L&#8217;esame delle legislazioni che richiedono tale adeguamento dovrebbe essere sistematico e comprendere tutte le fasi e gli atti necessari alla formazione del contratto, compresa l&#8217;archiviazione del medesimo. Il risultato di tale adeguamento dovrebbe rendere possibili i contratti per via elettronica. L&#8217;effetto giuridico delle firme elettroniche \u00e8 disciplinato dalla direttiva 1999\/93\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 1999, relativa a regole comunitarie sulle firme elettroniche. La ricevuta di ritorno di un prestatore pu\u00f2 essere costituita dalla prestazione su rete di un servizio remunerato.<\/p>\n<p>35) La presente direttiva non pregiudica le possibilit\u00e0 per gli Stati membri di mantenere o definire per i contratti requisiti generali o specifici che possono essere soddisfatti con strumenti elettronici, in particolare i requisiti relativi alle firme elettroniche sicure.<\/p>\n<p>36) Gli Stati membri possono mantenere restrizioni all&#8217;uso di contratti elettronici relativamente ai contratti che richiedono l&#8217;intervento di organi giurisdizionali, pubblici poteri o professioni che esercitano pubblici poteri. Tale possibilit\u00e0 riguarda anche i contratti che richiedono per legge l&#8217;intervento di organi giurisdizionali, pubblici poteri o professioni che esercitano pubblici poteri al fine di avere effetto nei confronti di terzi. Nonch\u00e9 i contratti che richiedono per legge la certificazione o l&#8217;attestazione di un notaio.<\/p>\n<p>37) L&#8217;obbligo degli Stati membri di abolire gli ostacoli all&#8217;uso di contratti elettronici riguarda unicamente gli ostacoli risultanti da norme giuridiche e non gli ostacoli pratici dovuti all&#8217;impossibilit\u00e0 di utilizzare strumenti elettronici in determinati casi.<\/p>\n<p>38) Gli Stati membri ottemperano all&#8217;obbligo di abolire gli ostacoli all&#8217;uso di contratti elettronici in conformit\u00e0 delle norme giuridiche in materia di contratti sanciti dal diritto comunitario.<\/p>\n<p>39) Le deroghe alle disposizioni relative ai contratti conclusi esclusivamente mediante posta elettronica o altre comunicazioni individuali equivalenti previste dalla presente direttiva, in materia di informazioni da fornire e inoltre di ordini, non dovrebbero consentire di eludere tali disposizioni da parte dei prestatori dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione (1).<\/p>\n<p>40) Le attuali o emergenti divergenze tra le normative e le giurisprudenze nazionali, nel campo della responsabilit\u00e0 dei prestatori di servizi che agiscono come intermediari, impediscono il buon funzionamento del mercato interno, soprattutto ostacolando lo sviluppo dei servizi transnazionali e introducendo distorsioni della concorrenza. In taluni casi, i prestatori di servizi hanno il dovere di agire per evitare o per porre fine alle attivit\u00e0 illegali. La presente direttiva dovrebbe costituire la base adeguata per elaborare sistemi rapidi e affidabili idonei a rimuovere le informazioni illecite e disabilitare l&#8217;accesso alle medesime. Tali sistemi potrebbero essere concordati tra tutte le parti interessate e andrebbero incoraggiati dagli Stati membri. \u00c8 nell&#8217;interesse di tutte le parti attive nella prestazione di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione istituire e applicare tali sistemi. Le disposizioni dalla presente direttiva sulla responsabilit\u00e0 non dovrebbero impedire ai vari interessati di sviluppare e usare effettivamente sistemi tecnici di protezione e di identificazione, nonch\u00e9 strumenti tecnici di sorveglianza resi possibili dalla tecnologia digitale, entro i limiti fissati dalle direttive 95\/46\/CE e 97\/66\/CE.<\/p>\n<p>41) La direttiva rappresenta un equilibrio tra i vari interessi in gioco e istituisce principi su cui possono essere basati gli accordi e gli standard delle imprese del settore.<\/p>\n<p>42) Le deroghe alla responsabilit\u00e0 stabilita nella presente direttiva riguardano esclusivamente il caso in cui l&#8217;attivit\u00e0 di prestatore di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione si limiti al processo tecnico di attivare e fornire accesso ad una rete di comunicazione sulla quale sono trasmesse o temporaneamente memorizzate le informazioni messe a disposizione da terzi al solo scopo di rendere pi\u00f9 efficiente la trasmissione. Siffatta attivit\u00e0 \u00e8 di ordine meramente tecnico, automatico e passivo, il che implica che il prestatore di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione non conosce n\u00e9 controlla le informazioni trasmesse o memorizzate.<\/p>\n<p>43) Un prestatore pu\u00f2 beneficiare delle deroghe previste per il semplice trasporto (&#8220;mere conduit&#8221;) e per la memorizzazione temporanea detta &#8220;caching&#8221; se non \u00e8 in alcun modo coinvolto nell&#8217;informazione trasmessa. A tal fine \u00e8, tra l&#8217;altro, necessario che egli non modifichi l&#8217;informazione che trasmette. Tale requisito non pregiudica le manipolazioni di carattere tecnico effettuate nel corso della trasmissione in quanto esse non alterano l&#8217;integrit\u00e0 dell&#8217;informazione contenuta nella trasmissione.<\/p>\n<p>44) Il prestatore che deliberatamente collabori con un destinatario del suo servizio al fine di commettere atti illeciti non si limita alle attivit\u00e0 di semplice trasporto (&#8220;mere conduit&#8221;) e di &#8220;caching&#8221; e non pu\u00f2 pertanto beneficiare delle deroghe in materia di responsabilit\u00e0 previste per tali attivit\u00e0.<\/p>\n<p>45) Le limitazioni alla responsabilit\u00e0 dei prestatori intermedi previste nella presente direttiva lasciano impregiudicata la possibilit\u00e0 di azioni inibitorie di altro tipo. Siffatte azioni inibitorie possono, in particolare, essere ordinanze di organi giurisdizionali o autorit\u00e0 amministrative che obbligano a porre fine a una violazione o impedirla, anche con la rimozione dell&#8217;informazione illecita o la disabilitazione dell&#8217;accesso alla medesima.<\/p>\n<p>46) Per godere di una limitazione della responsabilit\u00e0, il prestatore di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione consistente nella memorizzazione di informazioni deve agire immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitare l&#8217;accesso alle medesime non appena sia informato o si renda conto delle attivit\u00e0 illecite. La rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell&#8217;accesso alle medesime devono essere effettuate nel rispetto del principio della libert\u00e0 di espressione e delle procedure all&#8217;uopo previste a livello nazionale. La presente direttiva non pregiudica la possibilit\u00e0 per gli Stati membri di stabilire obblighi specifici da soddisfare sollecitamente prima della rimozione delle informazioni o della disabilitazione dell&#8217;accesso alle medesime.<\/p>\n<p>47) Gli Stati membri non possono imporre ai prestatori un obbligo di sorveglianza di carattere generale. Tale disposizione non riguarda gli obblighi di sorveglianza in casi specifici e, in particolare, lascia impregiudicate le ordinanze emesse dalle autorit\u00e0 nazionali secondo le rispettive legislazioni.<\/p>\n<p>48) La presente direttiva non pregiudica la possibilit\u00e0 per gli Stati membri di chiedere ai prestatori di servizi, che detengono informazioni fornite dai destinatari del loro servizio, di adempiere al dovere di diligenza che \u00e8 ragionevole attendersi da loro ed \u00e8 previsto dal diritto nazionale, al fine di individuare e prevenire taluni tipi di attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p>49) Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l&#8217;elaborazione di codici di condotta; ci\u00f2 lascia impregiudicati il carattere volontario di siffatti codici e la possibilit\u00e0 per le parti interessate di decidere liberamente se aderirvi.<\/p>\n<p>50) \u00c8 importante che la proposta di direttiva sull&#8217;armonizzazione di taluni aspetti del diritto d&#8217;autore e dei diritti connessi nella societ\u00e0 dell&#8217;informazione e la presente direttiva entrino in vigore secondo un calendario simile, per creare un quadro normativo chiaro a livello comunitario sulla responsabilit\u00e0 degli intermediari per le violazioni dei diritti d&#8217;autore e dei diritti connessi.<\/p>\n<p>51) Ogni Stato membro dovrebbe adeguare, se necessario, le parti della propria legislazione che possono ostacolare l&#8217;uso, attraverso le vie elettroniche appropriate, degli strumenti di composizione extragiudiziale delle controversie. Il risultato di tale adeguamento deve rendere realmente ed effettivamente possibile, di fatto e di diritto, il funzionamento di tali strumenti, anche in situazioni transfrontaliere.<\/p>\n<p>52) L&#8217;esercizio effettivo delle libert\u00e0 del mercato interno rende necessario garantire alle vittime un accesso efficace alla soluzione delle controversie. I danni che possono verificarsi nell&#8217;ambito dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione sono caratterizzati sia dalla loro rapidit\u00e0 che dalla loro estensione geografica. Stante questa peculiarit\u00e0, oltre che la necessit\u00e0 di vigilare affinch\u00e9 le autorit\u00e0 nazionali non rimettano in questione la fiducia che esse dovrebbero reciprocamente avere, la presente direttiva dispone che gli Stati membri garantiscano la possibilit\u00e0 di azioni giudiziarie appropriate. Gli Stati membri dovrebbero esaminare la necessit\u00e0 di dare accesso ai procedimenti giudiziari mediante appropriati strumenti elettronici.<\/p>\n<p>53) La direttiva 98\/27\/CE, applicabile ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, prevede un meccanismo relativo a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi collettivi dei consumatori. Tale meccanismo contribuir\u00e0 alla libera circolazione dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione garantendo un livello elevato di tutela dei consumatori.<\/p>\n<p>54) Le sanzioni previste nella presente direttiva lasciano impregiudicati le altre sanzioni o mezzi di tutela previsti dal diritto nazionale. Gli Stati membri non sono tenuti a prevedere sanzioni di tipo penale per la violazione delle disposizioni nazionali adottate in attuazione della presente direttiva.<\/p>\n<p>55) La presente direttiva non pregiudica la legge applicabile alle obbligazioni contrattuali riguardanti i contratti conclusi dai consumatori. Pertanto la presente direttiva non pu\u00f2 avere l&#8217;effetto di privare il consumatore della tutela di cui gode in virt\u00f9 di norme obbligatorie in materia di obbligazioni contrattuali previste dalla legge dello Stato membro in cui ha la residenza abituale.<\/p>\n<p>56) Per quanto riguarda la deroga prevista dalla presente direttiva per le obbligazioni derivanti da contratti conclusi dai consumatori, queste devono essere interpretate come inclusive delle informazioni sugli elementi essenziali del contenuto del contratto, compresi i diritti dei consumatori, che influiscono in modo determinante sulla decisione di sottoscriverlo.<\/p>\n<p>57) La Corte di giustizia ha costantemente affermato che uno Stato membro ha il diritto di adottare provvedimenti contro il prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro che indirizzi tutta la sua attivit\u00e0 o la maggior parte di essa verso il territorio del primo Stato membro nel caso in cui il luogo di stabilimento sia stato scelto al fine di eludere la legge che si sarebbe applicata al prestatore se questi fosse stato stabilito nel territorio del primo Stato membro.<\/p>\n<p>58) La presente direttiva non deve applicarsi ai servizi di prestatori stabiliti in un paese terzo. Tuttavia, data la dimensione globale del commercio elettronico, \u00e8 opportuno garantire la coerenza della normativa comunitaria con quella internazionale. La presente direttiva deve far salvi i risultati delle discussioni sugli aspetti giuridici in corso presso le organizzazioni internazionali (tra le altre, OMC, OCSE, Uncitral).<\/p>\n<p>59) Nonostante la natura globale delle comunicazioni elettroniche, il coordinamento delle misure nazionali di regolamentazione a livello di Unione europea \u00e8 necessario per evitare la frammentazione del mercato interno e per istituire un idoneo quadro normativo europeo. Tale coordinamento contribuirebbe anche a creare una forte posizione comune di negoziato nelle sedi internazionali.<\/p>\n<p>60) Per assicurare uno sviluppo senza ostacoli del commercio elettronico, il quadro giuridico deve essere chiaro e semplice, prevedibile e coerente con le regole vigenti a livello internazionale, in modo da non pregiudicare la competitivit\u00e0 dell&#8217;industria europea e da non ostacolare l&#8217;innovazione nel settore.<\/p>\n<p>61) Il funzionamento effettivo del mercato per via elettronica in un contesto di mondializzazione esige la concertazione tra l&#8217;Unione europea e le principali aree non europee al fine di rendere compatibili il diritto e le procedure.<\/p>\n<p>62) Andrebbe rafforzata la cooperazione nel campo del commercio elettronico con paesi terzi, in particolare con i paesi candidati all&#8217;adesione, con i paesi in via di sviluppo e con gli altri partner commerciali dell&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p>63) L&#8217;adozione della presente direttiva non dovrebbe impedire agli Stati membri di tener conto delle varie implicazioni socioculturali inerenti all&#8217;avvento della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare non dovrebbe ostacolare le misure che gli Stati membri potrebbero adottare conformemente al diritto comunitario per raggiungere obiettivi sociali, culturali e democratici, tenuto conto delle loro diversit\u00e0 linguistiche, delle specificit\u00e0 nazionali e regionali e del loro patrimonio culturale, nonch\u00e9 per garantire e mantenere l&#8217;accesso del pubblico alla pi\u00f9 ampia gamma possibile di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione. Lo sviluppo della societ\u00e0 dell&#8217;informazione deve garantire in ogni caso l&#8217;accesso dei cittadini europei al patrimonio culturale europeo fornito in ambiente digitale.<\/p>\n<p>64) La comunicazione elettronica offre agli Stati membri uno strumento eccellente per fornire servizi pubblici nei settori culturale, dell&#8217;istruzione e linguistico.<\/p>\n<p>65) Il Consiglio, nella risoluzione del 19 gennaio 1999 sulla dimensione del consumo della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, ha sottolineato che la tutela dei consumatori merita particolare attenzione nell&#8217;ambito di quest&#8217;ultima. La Commissione studier\u00e0 se e in che misura le norme vigenti a tutela dei consumatori non forniscono adeguata tutela rispetto alla societ\u00e0 dell&#8217;informazione e identificher\u00e0, se necessario, possibili lacune normative e gli aspetti per i quali potrebbero essere necessarie misure aggiuntive. La Commissione dovrebbe formulare, se necessario, ulteriori specifiche proposte per colmare le lacune cos\u00ec individuate,<\/p>\n<p>HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:<\/p>\n<p>(1) Considerando modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>CAPO I<br \/>\nDISPOSIZIONI GENERALI<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 1 &#8211;\u00a0Obiettivi e campo d&#8217;applicazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. La presente direttiva mira a contribuire al buon funzionamento del mercato interno garantendo la libera circolazione dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione tra Stati membri (1).<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. La presente direttiva ravvicina, nella misura necessaria alla realizzazione dell&#8217;obiettivo di cui al paragrafo 1, talune norme nazionali sui servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione che interessano il mercato interno, lo stabilimento dei prestatori, le comunicazioni commerciali, i contratti per via elettronica, la responsabilit\u00e0 degli intermediari, i codici di condotta, la composizione extragiudiziaria delle controversie, i ricorsi giurisdizionali e la cooperazione tra Stati membri.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. La presente direttiva completa il diritto comunitario relativo ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione facendo salvo il livello di tutela, in particolare, della sanit\u00e0 pubblica e dei consumatori, garantito dagli strumenti comunitari e dalla legislazione nazionale di attuazione nella misura in cui esso non limita la libert\u00e0 di fornire servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>. La presente direttiva non introduce norme supplementari di diritto internazionale privato, n\u00e9 tratta delle competenze degli organi giurisdizionali.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong>. La presente direttiva non si applica:<\/p>\n<p>a) al settore tributario,<\/p>\n<p>b) alle questioni relative ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione oggetto delle direttive 95\/46\/CE e 97\/66\/CE,<\/p>\n<p>c) alle questioni relative a accordi o pratiche disciplinati dal diritto delle intese,<\/p>\n<p>d) alle seguenti attivit\u00e0 dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione:<\/p>\n<p>&#8211; le attivit\u00e0 dei notai o di altre professioni equivalenti, nella misura in cui implicano un nesso diretto e specifico con l&#8217;esercizio dei pubblici poteri;<\/p>\n<p>&#8211; la rappresentanza e la difesa processuali;<\/p>\n<p>&#8211; i giochi d&#8217;azzardo che implicano una posta pecuniaria in giochi di fortuna, comprese le lotterie e le scommesse.<\/p>\n<p><strong>6<\/strong>. La presente direttiva lascia impregiudicate le misure adottate a livello comunitario, o nazionale nel rispetto del diritto comunitario, per promuovere la diversit\u00e0 linguistica e culturale e garantire la salvaguardia del pluralismo.<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 2 &#8211;\u00a0Definizioni<\/strong><\/p>\n<p>Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:<\/p>\n<p>a) &#8220;servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione&#8221;: i servizi ai sensi dell&#8217;articolo 1 , punto 2, della direttiva 98\/34\/CE, come modificata dalla direttiva 98\/48\/CE;<\/p>\n<p>b) &#8220;prestatore&#8221;: la persona fisica o giuridica che presta un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione;<\/p>\n<p>c) &#8220;prestatore stabilito&#8221;: il prestatore che esercita effettivamente e a tempo indeterminato un&#8217;attivit\u00e0 economica mediante un&#8217;installazione stabile. La presenza e l&#8217;uso dei mezzi tecnici e delle tecnologie necessarie per prestare un servizio non costituiscono di per s\u00e9 uno stabilimento del prestatore;<\/p>\n<p>d) &#8220;destinatario del servizio&#8221;: la persona fisica o giuridica che, a scopi professionali e non, utilizza un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare per ricercare o rendere accessibili delle informazioni;<\/p>\n<p>e) &#8220;consumatore&#8221;: qualsiasi persona fisica che agisca a fini che non rientrano nella sua attivit\u00e0 commerciale, imprenditoriale o professionale;<\/p>\n<p>f) &#8220;comunicazioni commerciali&#8221;: tutte le forme di comunicazione destinate, in modo diretto o indiretto, a promuovere beni, servizi o l&#8217;immagine di un&#8217;impresa, di un&#8217;organizzazione o di una persona che esercita un&#8217;attivit\u00e0 commerciale, industriale, artigianale o una libera professione. Non sono di per s\u00e9 comunicazioni commerciali:<\/p>\n<p>&#8211; le indicazioni necessarie per accedere direttamente all&#8217;attivit\u00e0 di tale impresa, organizzazione o persona, come un nome di dominio (&#8220;domain name&#8221;) o un indirizzo di posta elettronica,<\/p>\n<p>&#8211; le comunicazioni relative a beni, servizi o all&#8217;immagine di tale impresa, organizzazione o persona elaborate in modo da essa indipendente, in particolare se a titolo gratuito;<\/p>\n<p>g) &#8220;professione regolamentata&#8221;: professione ai sensi dell&#8217;articolo 1 , lettera d), della direttiva 89\/48\/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni(26), o dell&#8217;articolo 1 , lettera f), della direttiva 92\/51\/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1992, relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva 89\/48\/CEE;<\/p>\n<p>h) &#8220;ambito regolamentato&#8221;: le prescrizioni degli ordinamenti degli Stati membri e applicabili ai prestatori di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione o ai servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, indipendentemente dal fatto che siano di carattere generale o loro specificamente destinati.<\/p>\n<p>i) l&#8217;ambito regolamentato riguarda le prescrizioni che il prestatore deve soddisfare per quanto concerne:<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;accesso all&#8217;attivit\u00e0 di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, quali ad esempio le prescrizioni riguardanti le qualifiche e i regimi di autorizzazione o notifica;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;esercizio dell&#8217;attivit\u00e0 di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, quali ad esempio le prescrizioni riguardanti il comportamento del prestatore, la qualit\u00e0 o i contenuti del servizio, comprese le prescrizioni applicabili alla pubblicit\u00e0 e ai contratti, oppure la responsabilit\u00e0 del prestatore;<\/p>\n<p>ii) l&#8217;ambito regolamentato non comprende le norme su:<\/p>\n<p>&#8211; le merci in quanto tali,<\/p>\n<p>&#8211; la consegna delle merci,<\/p>\n<p>&#8211; i servizi non prestati per via elettronica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 3 &#8211;\u00a0Mercato interno<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Ogni Stato membro provvede affinch\u00e9 i servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, forniti da un prestatore stabilito nel suo territorio, rispettino le disposizioni nazionali vigenti in detto Stato membro nell&#8217;ambito regolamentato.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri non possono, per motivi che rientrano nell&#8217;ambito regolamentato, limitare la libera circolazione dei servizi societ\u00e0 dell&#8217;informazione provenienti da un altro Stato membro.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. I paragrafi 1 e 2 non si applicano ai settori di cui all&#8217;allegato.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>. Gli Stati membri possono adottare provvedimenti in deroga al paragrafo 2, per quanto concerne un determinato servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in presenza delle seguenti condizioni:<\/p>\n<p>a) i provvedimenti sono:<\/p>\n<p>i) necessari per una delle seguenti ragioni:<\/p>\n<p>&#8211; ordine pubblico, in particolare per l&#8217;opera di prevenzione, investigazione, individuazione e perseguimento in materie penali, quali la tutela dei minori e la lotta contro l&#8217;incitamento all&#8217;odio razziale, sessuale, religioso o etnico, nonch\u00e9 violazioni della dignit\u00e0 umana della persona (1);<\/p>\n<p>&#8211; tutela della sanit\u00e0 pubblica;<\/p>\n<p>&#8211; pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza, e della difesa nazionale;<\/p>\n<p>&#8211; tutela dei consumatori, ivi compresi gli investitori;<\/p>\n<p>ii) relativi a un determinato servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione lesivo degli obiettivi di cui al punto i) o che costituisca un rischio serio e grave di pregiudizio a tali obiettivi;<\/p>\n<p>iii) proporzionati a tali obiettivi;<\/p>\n<p>b) prima di adottare i provvedimenti in questione e fatti salvi i procedimenti giudiziari, anche istruttori, e gli atti compiuti nell&#8217;ambito di un&#8217;indagine penale, lo Stato membro ha:<\/p>\n<p>&#8211; chiesto allo Stato membro di cui al paragrafo 1 di prendere provvedimenti e questo non li ha presi o essi non erano adeguati;<\/p>\n<p>&#8211; notificato alla Commissione e allo Stato membro di cui al paragrafo 1 la sua intenzione di prendere tali provvedimenti.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong>. In caso di urgenza, gli Stati membri possono derogare alle condizioni di cui al paragrafo 4, lettera b). I provvedimenti vanno allora notificati al pi\u00f9 presto alla Commissione e allo Stato membro di cui al paragrafo 1, insieme ai motivi dell&#8217;urgenza.<\/p>\n<p><strong>6<\/strong>. Salva la possibilit\u00e0 degli Stati membri di procedere con i provvedimenti in questione, la Commissione verifica con la massima rapidit\u00e0 la compatibilit\u00e0 dei provvedimenti notificati con il diritto comunitario; nel caso in cui giunga alla conclusione che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto comunitario, la Commissione chiede allo Stato membro in questione di astenersi dall&#8217;adottarli o di revocarli con urgenza.<\/p>\n<p>(1) Alinea modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>CAPO II<br \/>\nPRINCIPI<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>SEZIONE 1<br \/>\nRegime di stabilimento e di informazione<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 4 &#8211;\u00a0Principio dell&#8217;assenza di autorizzazione preventiva<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri garantiscono che l&#8217;accesso all&#8217;attivit\u00e0 di un prestatore di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione ed il suo esercizio non siano soggetti ad autorizzazione preventiva o ad altri requisiti di effetto equivalente.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Il paragrafo 1 fa salvi i sistemi di autorizzazione che non riguardano specificatamente ed esclusivamente i servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, o i sistemi di cui alla direttiva 97\/13\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 aprile 1997, relativa ad una disciplina comune in materia di autorizzazioni generali e di licenze individuali nel settore dei servizi di telecomunicazione(28).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 5 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Informazioni generali da fornire<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Oltre agli altri obblighi di informazione previsti dal diritto comunitario, gli Stati membri provvedono affinch\u00e9 il prestatore renda facilmente accessibili in modo diretto e permanente ai destinatari del servizio e alle competenti autorit\u00e0 almeno le seguenti informazioni:<\/p>\n<p>a) il nome del prestatore;<\/p>\n<p>b) l&#8217;indirizzo geografico dove il prestatore \u00e8 stabilito;<\/p>\n<p>c) gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed efficacemente con lui, compreso l&#8217;indirizzo di posta elettronica;<\/p>\n<p>d) qualora il prestatore sia iscritto in un registro del commercio o analogo pubblico registro, il registro presso il quale \u00e8 iscritto ed il relativo numero di immatricolazione o mezzo equivalente di identificazione contemplato nel detto registro;<\/p>\n<p>e) qualora un&#8217;attivit\u00e0 sia soggetta ad autorizzazione, gli estremi della competente autorit\u00e0 di controllo;<\/p>\n<p>f) per quanto riguarda le professioni regolamentate:<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il fornitore sia iscritto;<\/p>\n<p>&#8211; il titolo professionale e lo Stato membro in cui \u00e8 stato rilasciato;<\/p>\n<p>&#8211; un riferimento alle norme professionali vigenti nello Stato membro di stabilimento nonch\u00e9 le modalit\u00e0 di accesso alle medesime;<\/p>\n<p>g) se il prestatore esercita un&#8217;attivit\u00e0 soggetta ad IVA, il numero di identificazione di cui all&#8217;articolo 2 2, paragrafo 1, della direttiva 77\/388\/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari &#8211; Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Oltre agli altri obblighi di informazione posti dal diritto comunitario, gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, ogniqualvolta i servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione facciano riferimento ai prezzi, questi siano indicati in modo chiaro ed inequivocabile, e sia segnalato in particolare se comprendano le imposte e i costi di consegna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>SEZIONE 2<br \/>\nComunicazioni commerciali<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 6 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Informazioni da fornire<\/strong><\/p>\n<p>Oltre agli altri obblighi di informazione posti dal diritto comunitario, gli Stati membri provvedono affinch\u00e9 le comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione o ne sono parte integrante rispettino le seguenti condizioni minime:<strong><\/strong><\/p>\n<p>a) la comunicazione commerciale \u00e8 chiaramente identificabile come tale;<\/p>\n<p>b) la persona fisica o giuridica per conto della quale viene effettuata la comunicazione commerciale \u00e0 chiaramente identificabile;<\/p>\n<p>c) le offerte promozionali, come ribassi, premi od omaggi, qualora permesse dallo Stato membro in cui \u00e8 stabilito il prestatore, devono essere chiaramente identificabili come tali; le condizioni per beneficiarne devono essere facilmente accessibili e presentate in modo chiaro e inequivocabile;<\/p>\n<p>d) i concorsi o giochi promozionali, qualora siano permessi dallo Stato membro in cui \u00e8 stabilito il prestatore, devono essere chiaramente identificabili come tali; le condizioni di partecipazione devono essere facilmente accessibili e presentate in modo chiaro ed inequivocabile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 7 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Comunicazione commerciale non sollecitata<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Oltre agli altri obblighi posti dal diritto comunitario, gli Stati membri che permettono comunicazioni commerciali non sollecitate per posta elettronica provvedono affinch\u00e9 tali comunicazioni commerciali trasmesse da un prestatore stabilito nel loro territorio siano identificabili come tali, in modo chiaro e inequivocabile, fin dal momento in cui il destinatario le riceve.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Fatte salve la direttiva 97\/7\/CE e la direttiva 97\/66\/CE, gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per far s\u00ec che i prestatori che inviano per posta elettronica comunicazioni commerciali non sollecitate consultino regolarmente e rispettino i registri negativi in cui possono iscriversi le persone fisiche che non desiderano ricevere tali comunicazioni commerciali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 8 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Professioni regolamentate<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9 l&#8217;impiego di comunicazioni commerciali che costituiscono un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione o ne sono parte, fornite da chi esercita una professione regolamentata, siano autorizzate nel rispetto delle regole professionali relative, in particolare, all&#8217;indipendenza, alla dignit\u00e0, all&#8217;onore della professione, al segreto professionale e alla lealt\u00e0 verso clienti e colleghi.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Fatta salva l&#8217;autonomia delle associazioni e organizzazioni professionali, gli Stati membri e la Commissione le incoraggiano a elaborare codici di condotta a livello comunitario che precisino le informazioni che possono essere fornite a fini di comunicazioni commerciali, nel rispetto del paragrafo 1.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Nell&#8217;elaborare proposte di iniziative comunitarie eventualmente necessarie per il buon funzionamento del mercato interno relativamente alle informazioni di cui al paragrafo 2, la Commissione tiene in debito conto i codici di condotta applicabili a livello comunitario, e agisce in stretta cooperazione con le pertinenti associazioni e organizzazioni professionali.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>. La presente direttiva integra le direttive comunitarie concernenti l&#8217;accesso alle attivit\u00e0 delle professioni regolamentate e il loro esercizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>SEZIONE 3<br \/>\nContratti conclusi per via elettronica<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 9 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Disciplina dei contratti per via elettronica<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9 il loro ordinamento giuridico renda possibili i contratti per via elettronica. Essi, in particolare, assicurano che la normativa relativa alla formazione del contratto non osti all&#8217;uso effettivo dei contratti elettronici e non li privi di efficacia e validit\u00e0 in quanto stipulati per via elettronica (1).<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri possono decidere che il paragrafo 1 non si applichi a tutti o a taluni contratti delle seguenti categorie:<\/p>\n<p>a) contratti che istituiscono o trasferiscono diritti relativi a beni immobili, diversi da quelli in materia di locazione;<\/p>\n<p>b) contratti che richiedono per legge l&#8217;intervento di organi giurisdizionali, pubblici poteri o professioni che esercitano pubblici poteri;<\/p>\n<p>c) contratti di fideiussione o di garanzia prestate da persone che agiscono a fini che esulano dalle loro attivit\u00e0 commerciali, imprenditoriali o professionali;<\/p>\n<p>d) contratti disciplinati dal diritto di famiglia o di successione.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le categorie di cui al paragrafo 2 a cui essi non applicano il paragrafo 1. Ogni cinque anni gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sull&#8217;applicazione del paragrafo 2 in cui indicano per quali motivi considerano necessario mantenere la categoria di cui al paragrafo 2, lettera b) a cui non applicano il paragrafo 1.<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 10 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Informazioni da fornire<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Oltre agli altri obblighi di informazioni posti dal diritto comunitario, gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, salvo diverso accordo tra parti diverse da consumatori, il prestatore fornisca in modo chiaro, comprensibile ed inequivocabile, prima dell&#8217;inoltro dell&#8217;ordine da parte del destinatario del servizio, almeno le seguenti informazioni:<\/p>\n<p>a) le varie fasi tecniche della conclusione del contratto;<\/p>\n<p>b) se il contratto concluso sar\u00e0 archiviato dal prestatore e come si potr\u00e0 accedervi;<\/p>\n<p>c) i mezzi tecnici per individuare e correggere gli errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l&#8217;ordine;<\/p>\n<p>d) le lingue a disposizione per concludere il contratto.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, salvo diverso accordo tra parti diverse da consumatori, il prestatore indichi gli eventuali codici di condotta pertinenti cui aderisce nonch\u00e9 come accedervi per via elettronica (1).<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Le clausole e le condizioni generali del contratto proposte al destinatario devono essere messe a sua disposizione in un modo che gli permetta di memorizzarle e riprodurle.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>. I paragrafi 1 e 2 non sono applicabili ai contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti.<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 11 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Inoltro dell&#8217;ordine<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, salvo diverso accordo tra parti diverse da consumatori, nel caso in cui il destinatario di un servizio inoltri il proprio ordine mediante strumenti tecnologici, si applichino i seguenti principi:<\/p>\n<p>&#8211; il prestatore deve accusare ricevuta dell&#8217;ordine del destinatario del servizio senza ingiustificato ritardo e per via elettronica;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;ordine e la ricevuta si considerano pervenuti quando le parti cui sono indirizzati hanno la possibilit\u00e0 di accedervi.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, salvo diverso accordo tra parti diverse da consumatori, il prestatore metta a disposizione del destinatario del servizio strumenti tecnici adeguati, efficaci ed accessibili tali da permettere a quest&#8217;ultimo di individuare e correggere errori di inserimento dei dati prima di inoltrare l&#8217;ordine.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Il paragrafo 1, primo trattino, ed il paragrafo 2 non sono applicabili ai contratti conclusi esclusivamente mediante scambio di messaggi di posta elettronica o comunicazioni individuali equivalenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>SEZIONE 4<br \/>\nRESPONSABILIT\u00c0 DEI PRESTATORI INTERMEDIARI<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 12 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Semplice trasporto (&#8220;mere conduit&#8221;)<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, nella prestazione di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non sia responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che egli:<\/p>\n<p>a) non dia origine alla trasmissione;<\/p>\n<p>b) non selezioni il destinatario della trasmissione; e c) non selezioni n\u00e9 modifichi le informazioni trasmesse.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Le attivit\u00e0 di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al paragrafo 1 includono la memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che questa serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il tempo ragionevolmente necessario a tale scopo.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilit\u00e0, secondo gli ordinamenti degli Stati membri, che un organo giurisdizionale o un&#8217;autorit\u00e0 amministrativa esiga che il prestatore impedisca o ponga fine ad una violazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 13 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Memorizzazione temporanea detta &#8220;caching&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, nella prestazione di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non sia responsabile della memorizzazione automatica, intermedia e temporanea di tali informazioni effettuata al solo scopo di rendere pi\u00f9 efficace il successivo inoltro ad altri destinatari a loro richiesta, a condizione che egli:<\/p>\n<p>a) non modifichi le informazioni;<\/p>\n<p>b) si conformi alle condizioni di accesso alle informazioni;<\/p>\n<p>c) si conformi alle norme di aggiornamento delle informazioni, indicate in un modo ampiamente riconosciuto e utilizzato dalle imprese del settore (1);<\/p>\n<p>d) non interferisca con l&#8217;uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta e utilizzata nel settore per ottenere dati sull&#8217;impiego delle informazioni, e<\/p>\n<p>e) agisca prontamente per rimuovere le informazioni che ha memorizzato, o per disabilitare l&#8217;accesso, non appena venga effettivamente a conoscenza del fatto che le informazioni sono state rimosse dal luogo dove si trovavano inizialmente sulla rete o che l&#8217;accesso alle informazioni \u00e8 stato disabilitato oppure che un organo giurisdizionale o un&#8217;autorit\u00e0 amministrativa ne ha disposto la rimozione o la disabilitazione dell&#8217;accesso.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilit\u00e0, secondo gli ordinamenti degli Stati membri, che un organo giurisdizionale o un&#8217;autorit\u00e0 amministrativa esiga che il prestatore impedisca o ponga fine ad una violazione.<\/p>\n<p>(1) Lettera modificata dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 14 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>&#8220;Hosting&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, nella prestazione di un servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non sia responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:<\/p>\n<p>a) non sia effettivamente al corrente del fatto che l&#8217;attivit\u00e0 o l&#8217;informazione \u00e8 illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l&#8217;illegalit\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 o dell&#8217;informazione, o<\/p>\n<p>b) non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l&#8217;accesso.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Il paragrafo 1 non si applica se il destinatario del servizio agisce sotto l&#8217;autorit\u00e0 o il controllo del prestatore.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Il presente articolo lascia impregiudicata la possibilit\u00e0, secondo gli ordinamenti degli Stati membri, che un organo giurisdizionale o un&#8217;autorit\u00e0 amministrativa esiga che il prestatore impedisca una violazione o vi ponga fine ad una violazione o la impedisca nonch\u00e9 la possibilit\u00e0, per gli Stati membri, di definire procedure per la rimozione delle informazioni o la disabilitazione dell&#8217;accesso alle medesime (1).<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 15 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Assenza dell&#8217;obbligo generale di sorveglianza<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 12, 13 e 14, gli Stati membri non impongono ai prestatori un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono o memorizzano n\u00e9 un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attivit\u00e0 illecite.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri possono stabilire che i prestatori di servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione siano tenuti ad informare senza indugio la pubblica autorit\u00e0 competente di presunte attivit\u00e0 o informazioni illecite dei destinatari dei loro servizi o a comunicare alle autorit\u00e0 competenti, a loro richiesta, informazioni che consentano l&#8217;identificazione dei destinatari dei loro servizi con cui hanno accordi di memorizzazione dei dati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>CAPO III<br \/>\nAPPLICAZIONE<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 16 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Codici di condotta<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano:<\/p>\n<p>a) l&#8217;elaborazione, da parte di associazioni o organizzazioni imprenditoriali, professionali o di consumatori, di codici di condotta a livello comunitario volti a contribuire all&#8217;efficace applicazione degli articoli da 5 a 15;<\/p>\n<p>b) la trasmissione volontaria dei progetti di codici di condotta a livello nazionale o comunitario alla Commissione;<\/p>\n<p>c) l&#8217;accessibilit\u00e0 per via elettronica ai codici di condotta nelle lingue comunitarie;<\/p>\n<p>d) la comunicazione agli Stati membri e alla Commissione, da parte di associazioni o organizzazioni professionali e di consumatori, della valutazione dell&#8217;applicazione dei codici di condotta e del loro impatto sulle pratiche, consuetudini od usi relativi al commercio elettronico;<\/p>\n<p>e) l&#8217;elaborazione di codici di condotta riguardanti la protezione dei minori e della dignit\u00e0 umana.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri e la Commissione favoriscono la partecipazione delle associazioni che rappresentano i consumatori al processo di elaborazione e di applicazione dei codici di condotta di cui al paragrafo 1, lettera a), che riguardano i loro interessi. Per tener conto delle loro esigenze specifiche, dovrebbero essere consultate, ove opportuno, le associazioni che rappresentano i non vedenti, gli ipovedenti e i disabili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 17 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Composizione extragiudiziale delle controversie<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9, in caso di dissenso tra prestatore e destinatario del servizio della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, la loro legislazione non ostacoli l&#8217;uso, anche per vie elettroniche adeguate, degli strumenti di composizione extragiudiziale delle controversie previsti dal diritto nazionale.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri incoraggiano gli organi di composizione extragiudiziale delle controversie, in particolare di quelle relative ai consumatori, ad operare con adeguate garanzie procedurali per le parti coinvolte.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Gli Stati membri incoraggiano gli organi di composizione extragiudiziale delle controversie a comunicare alla Commissione le decisioni significative che adottano sui servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione nonch\u00e9 ogni altra informazione su pratiche, consuetudini od usi relativi al commercio elettronico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 18 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Ricorsi giurisdizionali<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri provvedono affinch\u00e9 i ricorsi giurisdizionali previsti dal diritto nazionale per quanto concerne le attivit\u00e0 dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione consentano di prendere rapidamente provvedimenti, anche provvisori, atti a porre fine alle violazioni e a impedire ulteriori danni agli interessi in causa.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. L&#8217;allegato della direttiva 98\/27\/CE \u00e8 completato come segue:<\/p>\n<p>&#8220;11. Direttiva 2000\/31\/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell&#8217;8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (&#8220;direttiva sul commercio elettronico&#8221;). (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 19 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Cooperazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri dispongono di adeguati poteri di controllo e di indagine per applicare efficacemente la presente direttiva e provvedono affinch\u00e9 i prestatori comunichino loro le informazioni prescritte.<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Gli Stati membri collaborano con gli altri Stati membri. A tal fine essi designano uno o pi\u00f9 punti di contatto, di cui comunicheranno gli estremi agli altri Stati membri e alla Commissione.<\/p>\n<p><strong>3<\/strong>. Gli Stati membri forniscono quanto prima, a norma del diritto nazionale, anche per via elettronica, l&#8217;assistenza e le informazioni richieste dagli altri Stati membri o dalla Commissione.<\/p>\n<p><strong>4<\/strong>. Gli Stati membri istituiscono dei punti di contatto accessibili almeno per via elettronica ai quali possano rivolgersi destinatari e fornitori di servizi per:<\/p>\n<p>a) ottenere informazioni generali sui diritti ed obblighi contrattuali e sui meccanismi di reclamo e ricorso disponibili in caso di controversie, compresi gli aspetti pratici dell&#8217;uso di siffatti meccanismi;<\/p>\n<p>b) ottenere gli estremi delle autorit\u00e0, organizzazioni o associazioni presso le quali possono ottenere ulteriori informazioni o assistenza pratica.<\/p>\n<p><strong>5<\/strong>. Gli Stati membri incoraggiano la comunicazione alla Commissione delle decisioni amministrative e giudiziarie significative prese nel loro territorio riguardo a controversie sui servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione nonch\u00e9 su pratiche, consuetudini od usi relativi al commercio elettronico. La Commissione comunica tali decisioni agli altri Stati membri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 20 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Sanzioni<\/strong><\/p>\n<p>Gli Stati membri comminano sanzioni per la violazione delle norme nazionali di attuazione della presente direttiva e prendono tutti i provvedimenti necessari per la loro applicazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #003366;\"><strong>CAPO IV<br \/>\n<\/strong><strong>DISPOSIZIONI FINALI<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 21 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Riesame<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Entro il 17 luglio 2003, e in seguito ogni due anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull&#8217;applicazione della presente direttiva, corredata, se necessario, di proposte per adeguarla all&#8217;evoluzione giuridica, tecnica ed economica dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare per quanto concerne la prevenzione dei reati, la protezione dei minori, la tutela dei consumatori e il corretto funzionamento del mercato interno (1).<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Nell&#8217;esaminare la necessit\u00e0 di adeguamento della presente direttiva, la relazione analizza, segnatamente, la necessit\u00e0 di proposte relative alla responsabilit\u00e0 dei fornitori di collegamenti ipertestuali e di servizi di motori di ricerca, alle procedure di &#8220;notifica e rimozione&#8221; (&#8220;notice and take down&#8221;) e alla determinazione della responsabilit\u00e0 a seguito della rimozione del contenuto. La relazione esaminer\u00e0 anche la necessit\u00e0 di condizioni ulteriori per l&#8217;esonero dalla responsabilit\u00e0, di cui agli articoli 12 e 13, tenuto conto dell&#8217;evoluzione tecnica, nonch\u00e9 la possibilit\u00e0 di applicare i principi del mercato interno alle comunicazioni commerciali non sollecitate per posta elettronica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 22 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Attuazione<\/strong><\/p>\n<p><strong>1<\/strong>. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 17 gennaio 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione (1).<\/p>\n<p><strong>2<\/strong>. Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all&#8217;atto della pubblicazione ufficiale. Le modalit\u00e0 del riferimento sono decise dagli Stati membri.<\/p>\n<p>(1) Paragrafo modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 23 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Entrata in vigore<\/strong><\/p>\n<p>La presente direttiva entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunit\u00e0 europee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Articolo 24 &#8211;\u00a0<\/strong><strong>Destinatari<\/strong><\/p>\n<p>Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Allegato 1<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>ALLEGATO &#8211; DEROGHE ALL&#8217;ARTICOLO 3<\/strong><\/p>\n<p>Come previsto all&#8217;articolo 3, paragrafo 3, i paragrafi 1 e 2 dell&#8217;articolo 3 non si applicano ai seguenti settori:<\/p>\n<p>&#8211; i diritti d&#8217;autore, diritti connessi e i diritti di cui alle direttive 87\/54\/CEE e 96\/9\/CEE, nonch\u00e9 i diritti di propriet\u00e0 industriale (1);<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;emissione di moneta elettronica da parte di istituti per i quali gli Stati membri hanno applicato una delle deroghe di cui all&#8217;articolo 8, paragrafo 1, della direttiva 2000\/46\/CE;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;articolo 44, paragrafo 2, della direttiva 85\/611\/CEE;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;articolo 30 e il titolo IV della direttiva 92\/49\/CEE, il titolo IV della direttiva 92\/96\/CEE, gli articoli 7 e 8 della direttiva 88\/357\/CEE e l&#8217;articolo 4 della direttiva 90\/619\/CEE;<\/p>\n<p>&#8211; la libert\u00e0 delle parti di scegliere la legge applicabile al loro contratto;<\/p>\n<p>&#8211; le obbligazioni contrattuali riguardanti i contratti conclusi dai consumatori;<\/p>\n<p>&#8211; la validit\u00e0 formale dei contratti che istituiscono o trasferiscono diritti relativi a beni immobili nel caso in cui tali contratti debbano soddisfare requisiti formali imperativi previsti dalle legge dello Stato membro in cui il bene immobile \u00e8 situato;<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;ammissibilit\u00e0 delle comunicazioni commerciali non sollecitate per posta elettronica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(1) Alinea modificato dall&#8217;avviso di rettifica pubblicato sulla G.U.C.E. n. L 285 del 23-10-2002.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Direttiva europea sul commercio elettronico Direttiva 08\/06\/2000 n. 31 &#8211; 00\/31\/CE, G.U.E. 17\/07\/2000 n. 178 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della societ\u00e0 dell&#8217;informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (&#8220;Direttiva sul commercio elettronico&#8221;) (1). 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