{"id":73,"date":"2010-09-28T18:50:41","date_gmt":"2010-09-28T17:50:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/?p=73"},"modified":"2020-05-14T12:32:44","modified_gmt":"2020-05-14T11:32:44","slug":"cyber-stalking-facebook-atti-persecutori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/cyber-stalking-facebook-atti-persecutori.html","title":{"rendered":"CyberStalking su Facebook"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #008000;\">Cass.pen., sez. VI<br \/>\nsentenza\u00a0n. 32404<\/span><\/strong> ud. 16\u00a0luglio 2010 &#8211;\u00a0deposito del\u00a030\u00a0agosto 2010\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">La Corte ha affermato che le molestie caratterizzanti la condotta tipica del delitto di atti persecutori possono essere integrate attraverso il reiterato invio alla persona offesa di sms e di messaggi di posta elettronica o postati sui c.d. &#8220;social network&#8221; (ad esempio &#8220;facebook&#8221;), nonch\u00e9 con la divulgazione attraverso questi ultimi di filmati ritraenti rapporti sessuali avuti con la medesima.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium;\">FATTO E DIRITTO<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Con l\u2019ordinanza sopra indicata, il Tribunale di Potenza ha parzialmente accolto l&#8217;istanza di riesame formulata da\u00a0 **** avverso il provvedimento del g.i.p. del Tribunale di Lagonegro in data 16 febbraio 2010, sostituendo la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">All\u2019indagato \u00e8 stato contestato il reato di cui all&#8217;art. 612 <em>bis<sup><strong><span style=\"color: #000080;\">1<\/span><\/strong><\/sup><\/em> (&#8220;Atti persecutori&#8221;) nei confronti di *** (con la quale aveva avuto una relazione sentimentale che la donna aveva voluto interrompere), e di calunnia nei confronti della stessa e di *** nuovo fidanzato della ***.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Avverso tale decisione propone ricorso l&#8217;indagato che deduce, con un primo motivo, &#8220;violazione di diritto&#8221;, perch\u00e9 non sarebbero sussistiti i gravi indizi, e i descritti comportamenti non avrebbero potuto integrare il reato contestato. Quanto alla calunnia, non erano stati sentiti due testi da lui indicati. Assume poi, con altro motivo, illogicit\u00e0 e contraddittoriet\u00e0 della motivazione.\u00a0 Le investigazioni erano basate sulle sole parole della ****, prive di riscontri, e sulle dichiarazioni di suoi familiari.\u00a0 Non era stato interrogato il teste a discarico *** indicato dall\u2019esponente.\u00a0 Le argomentazioni del Collegio non erano condivisibili, in quanto non era vero che il quadro indiziario era univoco: infatti nel 2009 era la stessa persona offesa a chiedere e ottenere \u201cun contatto con il presunto stalker\u201d.\u00a0 Sostiene che le espressioni usate nella ordinanza sulla sua personalit\u00e0, di connotazione particolarmente negativa (come \u201cincapace di controllare i propri istinti\u201d; \u201ccarattere allarmante\u201d; \u201cspregiudicato\u201d; \u201ccon elevata propensione a delinquere\u201d), nonch\u00e9 quelle utilizzate per evidenziare i <em>pericula libertatis<\/em> (quali \u201cpericolo di recidiva\u201d; \u201cstillicidio persecutorio\u201d) non erano in linea con la misura (come sostituita) ma semmai con la custodia cautelare in carcere (si trattava probabilmente di un errore del Tribunale che aveva utilizzato espressioni riferibili a tale ***.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il ricorso \u00e8 inammissibile per contenere censure di merito, oltretutto genericamente esposte, sulla valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, avverso un\u2019ordinanza assistita da motivazione congrua e immune da censure di ordine logico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Il Tribunale ha, infatti, ritenuto la sussistenza dei gravi indizi relativamente alla condotta del reato previsto dall\u2019art. 612 bis.\u00a0 Ha correttamente osservato, in proposito, che i comportamenti persecutori erano iniziati proprio dopo la fine della relazione tra il ricorrente e la *** (luglio 2006), fine che il *** non aveva voluto accettare e che avrebbe voluto riallacciare.\u00a0 Le investigazioni hanno dato conto di continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi di posta elettronica, nonch\u00e9 di messaggi tramite internet (facebook), anche nell\u2019ufficio dove la *** prestava il suo lavoro.\u00a0 Sono state poste a base del provvedimento anche le dichiarazioni della *** (motivatamente ritenuta attendibile anche per i riscontri documentali delle sue dichiarazioni), che aveva presentato varie denunce, nonch\u00e9 le sommarie informazioni di diverse persone informate sui fatti.\u00a0 La condotta persecutoria e ossessionante dell\u2019indagato, sempre pi\u00f9 pressante, era anche caratterizzata dall\u2019avere trasmesso il *** tramite facebook, un filmato che ritraeva un rapporto sessuale tra lui e la donna, nonch\u00e9 dall\u2019avere avvicinato la *** che si trovava con un collega di lavoro, con atteggiamento aggressivo, manifestando l\u2019intenzione di picchiare l\u2019uomo.\u00a0 Il *** aveva anche inviato presso l\u2019ufficio della denunciante cinque buste contenenti compact disc con immagini intime che la riguardavano.\u00a0 Ci\u00f2 provocava nella donna un grave stato di ansia e di vergogna che la costringeva a dimettersi.\u00a0 Ancora: il giorno 8 ottobre 2009 l\u2019indagato aveva indirizzato al *** nuovo compagno della *** una lettera fortemente ingiuriosa e minacciosa alla quale aveva allegato fotografie che riproducevano un rapporto sessuale che il *** aveva avuto con la vittima.\u00a0 Tutti tali comportamenti, minacciosi e molesti, concretavano, ad avviso del Tribunale, il reato contestato anche sotto il profilo del requisito della genesi di uno stato d\u2019animo di profondo disagio e paura nella vittima in conseguenza delle vessazioni patite.\u00a0 Va sottolineato che il ricorrente non ha contestato specificamente uno solo dei comportamenti di vessazione individuati nella ordinanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ha ritenuto il Tribunale la piena sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, con motivazione adeguata, anche in ordine al reato di calunnia in relazione alla denuncia presentata dal *** nei confronti della *** e del *** nella quale il ricorrente affermava di avere subito una estorsione da parte di quest\u2019ultimo che gli aveva chiesto la somma di 1.700 euro per il ritiro di una denuncia che il *** non aveva poi ritirato nonostante gli avesse consegnato la somma richiesta.\u00a0 Tale comportamento era ritenuto certamente calunnioso in quanto la consegna del denaro era stata smentita proprio dal teste indicato dal *** ***.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ha esattamente evidenziato, infine, il Tribunale che i mancati accertamenti istruttori dedotti dal ricorrente non erano idonei ad elidere il grave quadro indiziario.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Alla declaratoria di inammissibilit\u00e0 del ricorso consegue <em>ex<\/em> art. 616 c.p.p. la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della cassa delle ammende che, in relazione alle questioni dedotte, si ritiene equo determinare in euro 1.000 (mille).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: medium;\">P.Q.M.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 1.000 in favore della cassa delle ammende.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Cos\u00ec deciso in Roma add\u00ec 16 luglio 2010<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" title=\"le offese su Facebook integrano il delitto di atti persecutori\" class=\"aligncenter size-full wp-image-706\" src=\"https:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/offesa-facebook-atti-persecutori.jpg\" alt=\"CyberStalking: le offese su Facebook sono atti persecutori\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.angelopacifico.it\/blog\/wp-content\/uploads\/offesa-facebook-atti-persecutori.jpg 300w, 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perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l\u2019incolumit\u00e0 propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.<br \/>\nLa pena \u00e8 aumentata se il fatto \u00e8 commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.<br \/>\nLa pena \u00e8 aumentata fino alla met\u00e0 se il fatto \u00e8 commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilit\u00e0 di cui all\u2019articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o da persona travisata.<br \/>\nIl delitto \u00e8 punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela \u00e8 di sei mesi. Si procede tuttavia d\u2019ufficio se il fatto \u00e8 commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilit\u00e0 di cui all&#8217;articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonch\u00e9 quando il fatto \u00e8 connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d\u2019ufficio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">_____________________________________________________<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><strong><span style=\"color: #000080;\">commento personale<\/span><\/strong><br \/>\nLa sentenza riguarda un caso di cyberstalking (condotta persecutoria effettuata dallo stalker usando la rete internet e i servizi ad essa connessi) in quanto la condotta molesta \u00e8 consistita anche nell&#8217;invio di messaggi e nella trasmissione di filmati su Facebook.<br \/>\nA quando una disciplina specifica sul fenomeno degli atti persecutori perpetrati attraverso internet?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cass.pen., sez. 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