Monodactylus argenteus in acqua dolce, tenera e leggermente acida

Innanzitutto la teoria.
Consultando l’Atlante di Aquarium (di Riehl e Baensch, edito da Primaris) alla voce Monodactylus argenteus troviamo la seguente descrizione:
• Sinonimi: Acanthopodus argenteus, Centrogaster rhombeus, Centropodus rhombeus, Chaetodon argenteus, Monodactylus rhombeus, Psettus argenteus, P. rhombeus, Scomber rhombeus.
• Origine: dalla costa orientale africana fino all’Indonesia. I pesci vivono sia in acque salmastre sia in acqua di mare. Si spostano anche, per brevi periodi, in acque completamente dolci.
• Anno di importazione della specie in Europa per uso acquariologico: 1908.
• Dimorfismo sessuale: sconosciuto.
• Comportamento: pacifico e vivace pesce di branco; in acquario è timido e si spaventa facilmente. Mangia i pesci più piccoli.
• Allevamento: sabbia corallina come materiale di fondo. Utilizzare rocce e radici che resistano all’acqua marina. I pesci dovrebbero essere allevati solo in acqua salmastra o di mare, alla lunga l’acqua dolce non viene sopportata; indispensabile una forte aerazione. Opportuno uno schiumatoio.
• Riproduzione: non ancora ottenuta in acquario.
• Mangime: onnivoro; tutti i tipi di cibo vivo, scaglie, lattuga, spinaci. I pesci sono molto voraci.
• Particolarità: la livrea, nera e gialla, sbiadisce con l’invecchiamento.
• Temperatura: 24-28 °C.
• Lunghezza: 25 cm.
• Lunghezza minima vasca: 100 cm.
• Regione dell’acqua in cui la specie preferisce vivere: tutte.
• Grado di difficoltà nell’allevamento: 3-4 (acquariofili esperti/specialisti).

A questo punto aggiungerei la mia esperienza pratica.
Ormai più di un anno fa, ho acquistato un monodattilo grande quanto una moneta da 50 centesimi. Non ho resistito alla tentazione e, pur sapendo di non avere un acquario adatto all’allevamento di quella specie, ho deciso di tentare l’esperimento.
In particolare l’esperimento è consistito nell’allevare un Monodactylus argenteus nel mio acquario con acqua dolce, tenera (290 microSiemens) e leggermente acida (pH 6.00)!
Dopo più di un anno penso che l’esperimento possa ritenersi riuscito… sin troppo bene!
Il mio monodattilo (soprannominato Edmundo ovvero O Animal) è cresciuto molto mangiando moltissimo con estrema voracità.

Monodactylus argenteus

Nella foto sotto potete notare lo spessore raggiunto dal mio Monodactylus.

vista frontale Monodactylus argenteus

Nel video che segue potete notare la vivacità e la voracità del mio Monodactylus (si può udire il rumore dello schizzo d’acqua nel momento in cui “afferra la preda”).

Commenti

  1. ONZO 8 Aprile 2010 at 08:46

    CIAO OTTIMO ESPERIMENTO. ORA DOVRESTI PROVARE A INCROCIARLO CON GLI SCALARI:-)
    QUESTA ESTATE HO FATTO UNA COSA SIMILE CON GAMBERETTI TROVATI SULLA COSTA CALABRESE. ATTUALMENTE SU DIECI OTTO SOPRAVVISSUTI. COLPA DEGLI SCALARI OVVIAMENTE.

  2. andrea 3 Febbraio 2013 at 15:48

    ciao, io ho svolto il tuo stesso esperimento ed è piu di un’anno che ho 3 monodactylus argenteus e 1 monodactylus sebae, l’unica differenza che il giallo è meno forte (sottolineo che i miei sono ormai grandi, di almeno 10cm).
    ho ph a 6, 0 nitriti e 0 nitrati, li alimento con scaglie, granulato, artemia e tubifex.
    hai qualche consiglio per fargli ravvivare il colore?

  3. angelus76 4 Febbraio 2013 at 19:29

    @andrea
    …proverei con le larve rosse di zanzara (preferibilmente quelle surgelate in tavolette ma son buone anche quelle liofilizzate) imbevute di vitamine liquide (chiaramente non più di 2-3 volte a settimana e solo dopo averle lasciate a scongelare e sciacquate sotto l’acqua corrente con l’aiuto di un retino a maglie fini).

  4. matteo 17 Aprile 2014 at 19:13

    ciao, dopo quasi un anno il mio monodactylus comincia a scquamarsi sulla parta frontale in alto, non era mai uccesso prima d’ora, sapresti dirmi cosa potrebbe essere??? grz

I commenti sono chiusi.